3 notti a Singapore: tra giardini sospesi, cultura e umidità tropicale
Singapore… aaaah Singapore! Ma cosa fare a Singapore realmente?
Una di quelle città che ti accoglie con un colpo d’occhio futuristico e un’umidità che ti abbraccia (anzi, ti stritola) appena scendi dall’aereo. È la porta perfetta del Sud-est asiatico, assieme a Bangkok, ma con un’anima completamente diversa. Multiculturale, efficiente, verticale, con quell’ordine quasi svizzero trapiantato ai tropici. Noi ci siamo stati 4 giorni e 3 notti, la nostra prima tappa di un viaggio lungo mesi, e ancora oggi la ricordiamo come un piccolo shock culturale.
Singapore è il classico posto dove si viene per “fare carriera”, ma anche per lasciarsi stupire da quanto una città possa essere futuristica e verde allo stesso tempo. È la prova che modernità e natura possono convivere.
Voi siete mai stati a Singapore? Volete cercare di capire cosa fare a Singapore in 4 giorni? Come vi è sembrata? Scrivetelo nei commenti!
DISCLAIMER:
In questo articolo parleremo della nostra esperienza personale, per cui potenzialmente non condivisa da tutti. Il nostro scopo non è quello di criticare altri. Riteniamo però che leggere un articolo così prima di partire ci sarebbe stato molto d’aiuto, per questo abbiamo deciso di parlarne. Prima di ogni viaggio consultate sempre il sito di ViaggiareSicuri.
Giorno 1: Atterraggio e prime meraviglie – Changi Airport e Marina Bay
Una volta scesi dall’aereo, con il vostro visto di 90 giorni in mano (da italiani abbiamo 90gg di visto gratuito, ma ne parlo meglio qui per i visti del Sud-Est asiatico), non potete non iniziare da qui: l’aeroporto di Changi. Ragazzi, è un’esperienza a sé. Che voi vogliate visitare Singapore in 4 giorni o meno dovete vederlo.
Non a caso è considerato da anni il migliore del mondo. Dentro ci trovate una vera e propria giungla interna, la Jewel Changi, con una cascata alta 40 metri che scende da una cupola di vetro e acciaio.
Già solo lui merita mezza giornata. Noi siamo rimasti a bocca aperta tra i giardini, le installazioni luminose e i locali super curati. Se arrivate la mattina, approfittatene per esplorarlo con calma prima di raggiungere il centro città.

Tutte le nostre notti di permanenza, un po’ per i costi alti della città, un po’ per curiosità nostra, li passammo in un capsule hotel. I capsule hotel sono molto famosi in Asia, noi dormimmo allo SpacePod. Tendenzialmente in camerate i letti sono caratteristici per il tema futuristico e, per qualcuno, simili a tombe. Chiaro che se siete claustrofobici forse non fanno per voi, però, per noi, era il modo perfetto per iniziare un viaggio di 8 mesi. Vi dirò, è stato molto bello.
Da lì, prendete la metro (rapidissima, pulita, climatizzata — una benedizione in un posto dove l’umidità ti toglie il respiro) e raggiungete Marina Bay. È il cuore pulsante della città, dove sorge il famoso Marina Bay Sands, il grattacielo con la piscina a sfioro più alta del mondo. Anche se non ci dormite, potete salire sulla SkyPark Observation Deck e godervi una vista mozzafiato sulla città. Al tramonto, quando le luci dei grattacieli si accendono e la baia riflette tutto come uno specchio, capirete perché Singapore viene chiamata “la città del futuro”.
Proprio sotto il Marina Bay Sands si trovano i Gardens by the Bay, forse l’attrazione più iconica di tutto l’itinerario di Singapore. I Supertree Grove, gli alberi artificiali alti 50 metri, si illuminano ogni sera con uno spettacolo di luci e musica che lascia senza parole. È impossibile non restare fermi, naso all’insù, a guardare queste torri che sembrano vive.
Giorno 2: Chinatown, Little India e Kampong Glam – il volto multiculturale di Singapore
Singapore è un microcosmo di culture che convivono in pochi chilometri quadrati. È quello che la rende unica. Dopo la giornata futuristica del primo giorno, il secondo immergetevi nella parte più autentica e colorata. Se organizzate un viaggio e non sapete cosa fare a Singapore, quella vera e autentica, dovete passare da qui.
Partite da Chinatown, un quartiere pieno di energia, bancarelle, profumi e lanterne rosse. Qui troverete il Buddha Tooth Relic Temple, un tempio bellissimo e molto curato dove, secondo la tradizione, è custodito un dente del Buddha. Se siete curiosi di assaggiare la vera cucina locale, fermatevi in un hawker centre (i mercati del cibo tipici di Singapore): quello di Maxwell Food Centre è una garanzia. Assaggiate i putu piring, dolcetti di riso al vapore ripieni di zucchero di palma, e il celebre chicken rice, uno dei piatti simbolo della città.

Da Chinatown potete spostarvi a Little India, un tripudio di colori, incensi e musica. Il tempio di Sri Veeramakaliamman, dedicato alla dea Kali, è un’esplosione di statue e dettagli decorativi. E se avete voglia di un po’ di aria condizionata (fidatevi, vi servirà), entrate al Mustafa Centre, un centro commerciale aperto 24 ore su 24 dove si trova letteralmente di tutto.
Infine, non perdete Kampong Glam, il quartiere arabo, con la bellissima Moschea del Sultano e le vie piene di murales e locali creativi. Haji Lane è il punto perfetto per un caffè freddo o un cocktail al tramonto.
Giorno 3: Sentosa Island e relax tropicale
Dopo due giorni intensi, il terzo potete dedicarlo a Sentosa Island, l’isola del divertimento e del relax. Si raggiunge facilmente in metro o persino a piedi tramite una passerella panoramica. Qui trovate spiagge artificiali ma curate, parchi tematici e tantissime attività. Se viaggiate con bambini (o se avete voglia di sentirvi tali), potete passare la giornata agli Universal Studios Singapore. Altrimenti, potete semplicemente rilassarvi sulla Palawan Beach o sulla Siloso Beach, bere una birra con vista mare e far finta, per qualche ora, di non essere in una metropoli.

Per un punto panoramico bellissimo, salite sulla Sentosa SkyHelix, una piattaforma girevole all’aperto da cui si vede tutta la costa. E se siete amanti della fotografia, restate fino al tramonto: la vista sulla città con il sole che cala dietro i grattacieli è spettacolare.
La sera, tornate a Marina Bay per rivedere lo spettacolo di luci, oppure andate al Clarke Quay, il quartiere dei locali sul fiume. È il posto perfetto per un drink con musica dal vivo e atmosfera internazionale.
Giorno 4: Parchi, skyline e un ultimo sguardo alla città
Se avete un ultimo giorno, anche solo mezza giornata, dedicatelo ai giardini botanici di Singapore, Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Sono enormi, curatissimi e unici nel loro genere: orchidee ovunque, stagni, palme e tranquillità assoluta. Dopo tanto cemento e aria condizionata, una boccata di verde ci stava tutta.
Prima di ripartire, potete fare una passeggiata sulla Helix Bridge, il ponte pedonale a forma di doppia elica che collega Marina Bay con la zona di Esplanade. È uno dei punti più fotogenici di Singapore e chiude perfettamente un itinerario di Singapore moderno, pulito, preciso.
Una città dove tutto funziona, dove non c’è un filo d’erba fuori posto e dove l’unico vero “difetto” è il caldo umido che ti accompagna ovunque.

Singapore non è una destinazione “ricca di attrazioni” come Bangkok o Tokyo. Cosa fare a Singapore in 4 giorni? Singapore è una città dove si vive più che si “visita”. Tutto è organizzato, pulito, efficiente. Non c’è il caos tipico del Sud-est asiatico, ma al suo posto trovi un’armonia perfetta tra culture, profumi, architettura e natura.
Per me è uno degli sbocchi più affascinanti del mondo, un mix di futuro e tradizione, di rigore e spiritualità. E anche se dopo 3 notti senti di averla “vista”, ti resta dentro quel senso di ordine e bellezza che poche città sanno trasmettere.
Visitare Singapore in 4 giorni per carità, non ti lascerà addosso quella sensazione di meraviglia che altre città nel vostro itinerario possono lasciarvi, per intenderci, non è Hanoi, però vale la pena visitarla!
Buon viaggio a Singapore, Nuovi Esploratori!
Da 10 anni a questa parte ho visitato quasi tutta l’Europa e l’Asia. Ho fatto del viaggio e della crescita personale un motivo di vita che mi ha portato a scrivere un libro. All’alba dei trent’anni ho deciso di condividere le mie esperienze, sperando di poter aiutare qualcuno a vivere a pieno la propria vita, in viaggio e non.
