Bali in 2 settimane: l’itinerario perfetto tra templi, surf e natura selvaggia

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Bali in 2 settimane: tra surf, templi e pura magia indonesiana

Nel 2024 abbiamo trascorso più di un mese a Bali, l’ultima tappa del nostro viaggio di 8 mesi nel Sud-est asiatico. E credetemi, non potevamo scegliere posto migliore per chiudere un’avventura così lunga.

Bali è una di quelle destinazioni che non puoi incasellare in una sola definizione: è surf e spiritualità, caos e calma, natura e movida. È poliglotta, accogliente, fiabesca. Noi abbiamo scelto di vivere in una piccola guest house immersa nel verde, a dieci minuti dal centro di Ubud, lontani dal traffico ma abbastanza vicini per esplorare tutto con lo scooter. Un equilibrio perfetto.

Prima di tutto, non fatevi ingannare da Google Maps: Bali sembra piccola, ma le distanze ingannano. Muoversi da una zona all’altra può richiedere ore, soprattutto nelle ore di punta. Per questo, il mio consiglio più grande è: evitate i bus turistici o i viaggi di gruppo, godetevi l’isola con lo scooter, sarà magico.

Meglio quindi organizzare bene il viaggio e dividere le 2 settimane a Bali in due fasi: i primi giorni al sud, per vivere il mare e l’atmosfera più vivace dell’isola, e la seconda parte nel centro-nord, dove si entra davvero in contatto con l’anima balinese.

DISCLAIMER:

In questo articolo parleremo della nostra esperienza personale, per cui potenzialmente non condivisa da tutti. Il nostro scopo non è quello di criticare altri. Riteniamo però che leggere un articolo così prima di partire ci sarebbe stato molto d’aiuto, per questo abbiamo deciso di parlarne.

Giorni 1-4: Il sud di Bali – surf, spiagge e tramonti indimenticabili

Atterrati a Denpasar, il cuore pulsante dell’isola, la prima tappa non può che essere la zona sud. Qui si concentra la maggior parte dei turisti, ma anche alcune delle spiagge più belle e iconiche di tutta Bali. Noi abbiamo scelto di dormire a Canggu, perfetta per chi cerca un mix tra surf, locali alla moda e tramonti sull’oceano. Le giornate iniziavano presto, con il profumo del caffè balinese e le onde che chiamavano i surfisti all’alba.

Da Canggu, in scooter, potete esplorare facilmente Seminyak e Kuta, zone perfette per chi ama lo shopping, gli aperitivi e i beach club. Ma se volete qualcosa di più autentico, scendete verso Uluwatu: qui troverete scogliere mozzafiato, scimmie curiose e il famoso tempio di Uluwatu, arroccato sul mare. Se arrivate al tramonto, assisterete a uno dei panorami più emozionanti dell’isola, magari con la danza Kecak che racconta antichi miti induisti.

Un’altra tappa imperdibile durante i primi giorni è Nusa Penida, raggiungibile con un traghetto da Sanur o da Uluwatu. Vi consiglio di dedicarle una giornata intera: affittate uno scooter sull’isola e visitate Kelingking Beach, una delle spiagge più spettacolari che esistano (e più instagrammate di tutta Bali). Le sue scogliere ricordano la forma di un T-Rex e il mare è di un turchese quasi irreale. Non mancate Broken Beach e Angel’s Billabong, due formazioni naturali che sembrano uscite da un film fantasy.

2 settimane a Bali

Se vi resta tempo, fermatevi anche a Padang Padang Beach, famosa per il surf e per essere stata una delle location del film “Mangia, Prega, Ama”. Tra un aperitivo al tramonto e un piatto di nasi goreng, i primi quattro giorni passeranno in un attimo.

Giorni 5-10: Ubud e il cuore verde di Bali

Dopo i primi giorni di mare, inizia la parte più autentica del viaggio. Spostatevi verso Ubud, la città spirituale e artistica di Bali, immersa nella giungla e circondata da templi e risaie. Qui ogni strada profuma d’incenso, ogni sorriso sembra sincero e ogni giornata ha il ritmo lento del suono dei gong durante le cerimonie.

Noi abbiamo deciso di farne la nostra base per il resto del viaggio: da qui si raggiunge praticamente tutto. Il modo migliore per esplorare è in scooter (a noleggio economico e molto comodo), così da muoversi liberamente tra le strade panoramiche e i villaggi locali.

Cosa fare a Bali

Partite alla scoperta delle risaie di Tegallalang, tra le più belle e famose di tutta l’isola. Il panorama è pazzesco: terrazzamenti verdi a perdita d’occhio e piccoli caffè dove fermarsi a bere un cocco fresco guardando il tramonto. Se volete qualcosa di più tranquillo, le risaie di Sidemen sono altrettanto spettacolari ma meno turistiche.

Da Ubud potete anche visitare alcune delle cascate più belle del vostro itinerario di 2 settimane a Bali. Le nostre preferite:

  • Tegenungan Waterfall, la più vicina e facilmente raggiungibile, perfetta per un tuffo.
  • Sekumpul Waterfall, nel nord, una delle più alte e scenografiche dell’isola (serve un po’ di trekking, ma ne vale la pena).
  • Leke Leke Waterfall, nascosta nella giungla e molto fotogenica.
  • Tibumana Waterfall, più tranquilla e con una piscina naturale perfetta per nuotare.
Bali in 2 settimane

Tra una cascata e l’altra, fermatevi in qualche tempio. Bali è un mosaico di spiritualità, e ogni villaggio ha il suo. Quelli che mi hanno colpito di più sono il Tirta Empul, famoso per il rituale di purificazione nelle acque sacre, e il Pura Ulun Danu Bratan, costruito sul lago e circondato da nebbia e fiori di loto. Sembrava sospeso tra il cielo e l’acqua.

Ubud è anche il posto ideale per provare una yoga class o partecipare a un rituale balinese di guarigione, se volete entrare in contatto con il lato spirituale dell’isola. E anche se non siete vegani, vi consiglio di provare almeno una cena nei ristoranti veg di Ubud: la cucina balinese, come racconto in questo articolo, reinterpretata in chiave naturale è un’esperienza sorprendente.

Giorni 11-14: Il nord di Bali e il Monte Batur

Se state pensando a cosa fare a Bali gli ultimi giorni della vostro tour di Bali in 2 settimane potete dedicarli alla zona nord, molto meno turistica ma di una bellezza disarmante. Qui la natura domina ancora, e i ritmi sono più lenti. Potete visitare i templi di Lovina e i suoi delfini al mattino presto, oppure dedicarvi a un’escursione al Monte Batur, il vulcano attivo che offre uno dei trekking più belli e suggestivi dell’isola.

La partenza è alle 3 del mattino, con lampada frontale e guida locale. Dopo circa un’ora e mezza di salita, vi ritroverete sulla cima a guardare l’alba sopra le nuvole, con il mare in lontananza e il profumo dello zolfo nell’aria. È uno di quei momenti che non si dimenticano. Attenzione solo al periodo, se andate nella stagione delle piogge potrebbe essere un trekking vano.

surf-a-bali

Scendendo dal vulcano potete fermarvi a Toyabungkah Hot Springs, le sorgenti termali naturali affacciate sul lago: un modo perfetto per rilassarsi dopo la fatica del trekking. Se amate i panorami vulcanici, potete anche esplorare la zona di Kintamani, con le sue viste spettacolari sulla caldera.

Bali: più di un viaggio, un’esperienza

Quando ripenso a quel mese mi rendo conto che 2 settimane a Bali sono solo un assaggio, ma un assaggio intenso e pieno. Se organizzate bene l’itinerario, riuscirete a vivere tutte le anime dell’isola: quella festaiola del sud, quella verde e spirituale del centro, e quella autentica e selvaggia del nord.

Bali non è solo “mare e surf”. È un luogo che insegna a rallentare, a godere del momento, a osservare la vita con più gratitudine.

Noi, dopo mesi intensi di viaggio, volevamo un po’ di calma e tranquillità. Passammo da Uluwatu, Canggu e Kuta solo per qualche ora, troppo incasinati per noi. Quindi riguardatevi bene su che tipo di persone siete: festaiole e curiose della natura/storia? Seguite questo itinerario. Zen, mindfullness e Yoga? Prediligete il nord, non ve ne pentirete.

Bali per molti è odiata, non so perchè ma lo è. Alcuni la criticano perchè “non se la incul*** nessuno fino a 6 anni fa, ora tutti lì”, per carità, è vero, ma chiedetevi il perchè. Anche solo perdersi tra le vie dell’isola, immersi nel clima tropicale e con continui scorci pazzeschi vale tutto il viaggio.

Che siate in cerca di adrenalina, relax o introspezione, 2 settimane a Bali bastano per farvi innamorare. E forse, come è successo a noi, vi verrà voglia di restarci più a lungo.

Marco Orioni

Da 10 anni a questa parte ho visitato quasi tutta l’Europa e l’Asia. Ho fatto del viaggio e della crescita personale un motivo di vita che mi ha portato a scrivere un libro. All’alba dei trent’anni ho deciso di condividere le mie esperienze, sperando di poter aiutare qualcuno a vivere a pieno la propria vita, in viaggio e non.

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