Cosa mangiare in Giappone: un viaggio nel gusto da nord a sud
Se c’è un Paese che ti fa innamorare non solo con i paesaggi, ma anche con i sapori, è il Giappone. Ogni regione, ogni città, ogni piccolo quartiere ha una specialità diversa, e la verità è che non esiste un solo Giappone culinario, ma tanti.
Durante il nostro viaggio di 3 settimane (qui trovate un itinerario completo di 2 settimane), lungo e indimenticabile, ci siamo resi conto che bisognerebbe percorrerlo tutto — da Hokkaido fino a Kyushu — solo per mangiare.
Chi pensa che in Giappone si viva di sushi e ramen si sbaglia di grosso. I giapponesi, nella quotidianità, mangiano in modo molto più semplice e bilanciato: tanto pesce cotto o alla griglia, verdure di stagione, zuppa di miso, riso, e piccole porzioni servite con cura quasi zen. Il sushi o il katsudon sono piatti “da occasione”, non certo il pranzo di ogni giorno.
Eppure, anche solo esplorando la cucina “popolare”, il livello medio è incredibile. Ecco quindi i 10 migliori piatti del Giappone che abbiamo amato di più, tra assaggi improvvisati, ristoranti locali e mercati pieni di profumi irresistibili.
Premessa: il Giappone non è proprio uno di quei posti Vegan-friendly. Per carità, troverete ottime cose anche da vegani. Ma un Celiaco, per esempio potrebbe perdersi praticamente il 70% dei piatti più caratteristici.
Cosa mangiare in Giappone, quindi? Vediamolo con una lista dei 10 migliori piatti del Giappone!
DISCLAIMER:
In questo articolo parleremo della nostra esperienza personale, per cui potenzialmente non condivisa da tutti. Il nostro scopo non è quello di criticare altri. Riteniamo però che leggere un articolo così prima di partire ci sarebbe stato molto d’aiuto, per questo abbiamo deciso di parlarne.
Ramen – il comfort food giapponese per eccellenza
Non potevo non iniziare da lui: il ramen. Un piatto che, a prima vista, può sembrare solo una “zuppa di noodle”, ma in realtà è un piccolo universo gastronomico. Ogni regione ha la sua versione: il ramen di Sapporo con miso e mais, quello di Hakata con brodo di maiale (tonkotsu), o il shoyu ramen di Tokyo, con salsa di soia.

Il mio primo ramen giapponese l’ho mangiato in un localino in stile Naruto, di Shinjuku, alle 11 di notte, servito da una macchinetta automatica all’ingresso dove scegli il tipo di brodo e il grado di cottura degli spaghetti. Era denso, caldo e perfetto per quella notte fredda. Da quel momento, è diventato il mio rituale post-viaggio in treno, ma anche la mia sicurezza quotidiana quando non sapevo cosa mangiare a Tokyo o in tutto lo stato.
Sushi – l’arte dell’equilibrio
Il sushi non è solo un piatto, ma una filosofia. A mio parere, e, forse a livello globale, il uno tra i migliori piatti del Giappone, troppo famoso. In Giappone lo troverete ovunque: dai chioschi economici nei quartieri di Tokyo ai ristoranti stellati di Ginza. Ma la differenza la fanno la freschezza e la cura. Il riso viene condito con aceto, zucchero e sale in proporzioni precise, e il pesce dev’essere tagliato al momento, con tecnica chirurgica.

In Giappone non è comune mangiarlo ogni giorno — è considerato un piatto “speciale” — ma vale ogni yen speso. Io ho un ricordo bellissimo di un ristorantino a Osaka (che ora purtroppo risulta chiuso), uno di quelli con il sushi-chef di fronte a te e ogni boccone aveva un gusto pulito e perfettamente bilanciato. Uno di quelli dove ti sembra di essere in un film dello studio Ghibli, semplicemente perfetto.
Okonomiyaki – la “pizza giapponese”
L’okonomiyaki è una specie di pancake salato, preparato su una piastra bollente con farina, cavolo, uova e gli ingredienti che scegli tu (letteralmente “okonomi” significa “come ti piace”). Le versioni più famose arrivano da Osaka e Hiroshima.

A Osaka l’ho provato in un minuscolo ristorantino dove il cuoco cucinava tutto davanti a noi, scherzando mentre maneggiava le spatole come fossero spade. Ti servono il piatto direttamente sulla piastra, fumante, con salsa dolce e maionese giapponese. “Una goduria che crea dipendenza” dicevano, ma a me, personalmente non ha detto nulla di che.
Katsudon – il comfort food del cuore
Il katsudon è una ciotola di riso sormontata da una cotoletta di maiale impanata e fritta, poi ricoperta da uova e cipolle cotte in un brodo dolce-salato. È un piatto semplice ma amatissimo, spesso associato alla “buona fortuna”: gli studenti lo mangiano prima degli esami perché “katsu” significa anche “vincere”.

Io l’ho scoperto per caso in una stazione di Kyoto, durante un cambio treno. Ne ho ordinato uno veloce “da salaryman” e in pochi minuti ho capito perché è così popolare: caldo, cremoso e perfetto per ricaricare le energie, tanto da obbligarmi a riprenderlo a Nara.
Tempura – leggerezza e perfezione
La tempura è l’esempio di come i giapponesi riescano a rendere elegante anche una frittura. Verdure e pesce vengono immersi in una pastella leggerissima e fritti a temperatura controllata. Il risultato: croccante ma mai unto.

In un ryokan ci hanno servito un menù stagionale dove la tempura era accompagnata da sale al tè verde. Ogni boccone sembrava sciogliersi, lasciando solo il sapore dell’ingrediente. Un equilibrio difficile da trovare altrove.
Takoyaki – le palline di Osaka
Dette anche “Deh! Moio” o “palline dall’inferno” sono dei simboli dello street food giapponese: le takoyaki, palline di pastella ripiene di polpo, cipollotto e zenzero, cotte su una piastra apposita. Si servono bollenti, o meglio direttamente laviche, con maionese e salsa dolce.

Le ho assaggiate al mercato di Dotonbori, tra luci al neon e fiumi di gente. Il venditore urlava “Atsui! Atsui!” (calde!) mentre le consegnava. Mi sono bruciato la lingua, ma non me ne sono pentito nemmeno un po’.
Unagi – l’anguilla alla griglia
Il unagi è un piatto tipico estivo, preparato con anguilla dolcemente grigliata e spennellata con una salsa di soia, mirin e zucchero. Si serve su riso bianco, in un piatto che unisce dolce, salato e affumicato in modo perfetto.

A Tokyo, nel quartiere di Asakusa, siamo entrati in un ristorante specializzato in unagi da più di cento anni. Seduti sui tatami, con il profumo del carbone nell’aria, abbiamo capito perché i giapponesi lo considerano un piatto di forza e vitalità. Perfetto per un pre-incontro di Sumo
Gyoza – i ravioli che uniscono Cina e Giappone
I gyoza, famosi tanto quanto il sushi, sono la versione giapponese dei ravioli cinesi, ma più delicati. Ripieni di carne di maiale e verdure, vengono prima scottati in padella e poi cotti al vapore, per ottenere quella crosticina dorata irresistibile.

Il mio ricordo più vivido è un piccolo locale di Tokyo, con soli sei posti al bancone. Il cuoco li preparava uno per uno, davanti a noi, in un ritmo ipnotico. Con salsa di soia, aceto e un po’ di peperoncino: il mix perfetto.
Donburi – il pranzo veloce dei giapponesi
Il donburi è un piatto quotidiano, base della dieta locale. Una ciotola di riso bianco con sopra carne, pesce o verdure. Esistono mille varianti: gyudon (con manzo), oyakodon (pollo e uova, “madre e figlio”), e il già citato katsudon.

È uno dei pasti più comuni per chi lavora: veloce, nutriente e poco costoso. Io l’ho mangiato un paio di volte nei “family restaurant” aperti 24 ore, sempre servito con zuppa di miso e tè verde. Un cibo semplice, ma che racconta la vita quotidiana del Giappone. Perfetto per “sgrassare” l’unta cucina Nipponica.
Mochi – dolcezza e tradizione
Per chiudere, qualcosa di dolce. Il mochi è un dolcetto di riso glutinoso, dalla consistenza elastica e morbida. Viene spesso farcito con anko, una pasta di fagioli rossi dolci, e servito durante le feste.

Il primo che ho provato è stato a Nara, nel famosissimo locale sui social dove si possono vedere gli addetti all’impasto impastare con forza. È un dolce che non conquista subito, ma che sa di tradizione e comunità.
Il Giappone a tavola: un mondo da esplorare
Capire cosa mangiare in Giappone è come aprire un libro infinito. Ogni piatto racconta una regione, una stagione o un gesto. Dalle zuppe di ramen del nord, calde e sostanziose, ai piatti leggeri e marinati del sud, tutto parla di equilibrio e rispetto per gli ingredienti.
I giapponesi mangiano con lentezza, quasi in silenzio, e il cibo è parte integrante della loro identità. Se avete la fortuna di visitare il Paese, non limitatevi ai piatti più famosi: perdetevi nei mercati, nei ristoranti con pochi posti, nelle trattorie di quartiere. È lì che si scopre la vera anima del Giappone.
E fidatevi, dopo averlo assaggiato tutto — da Tokyo fino a Okinawa — vi accorgerete che non si tratta solo di “cosa mangiare a Tokyo”, ma di come il Giappone riesce a trasformare ogni piatto in un gesto d’arte e di rispetto.
Da 10 anni a questa parte ho visitato quasi tutta l’Europa e l’Asia. Ho fatto del viaggio e della crescita personale un motivo di vita che mi ha portato a scrivere un libro. All’alba dei trent’anni ho deciso di condividere le mie esperienze, sperando di poter aiutare qualcuno a vivere a pieno la propria vita, in viaggio e non.
