Così come descritto nell’articolo ‘itinerario di 14 giorni in Perù’, questo stato del Sud America è stata la meta scelta per il nostro ‘viaggione’ del 2025. Bellissimo, sicuramente, ma anche molto impegnativo. Come mai vi chiederete?
Non solo per l’intensità del viaggio, chiaramente, che abbiamo scelto noi. Parlando di un’area molto vasta, per visitare le tappe di nostro interesse abbiamo dovuto percorrere molti km, con treni, bus, bus notturni e addirittura un volo interno. Come dicevo prima però, è stata una nostra scelta, basta avere più giorni a disposizione o ridurre le tappe per rendere il viaggio meno faticoso.
Io in particolare però faccio riferimento allo sforzo fisico provato per quasi l’intero viaggio, dovuto sia alla fatica vera e propria durante i trekking che per la sensazione costante di mancanza di fiato, uno dei sintomi di mal di montagna.
A parte l’atterraggio e il ritorno a Lima infatti, che si affaccia sull’oceano, tutte le altre tappe turistiche si trovano ad altitudini notevoli: basti pensare che già ad Arequipa, tappa del quarto giorno in Perù, si raggiungono i 2300 metri sopra il livello del mare, per arrivare poi, in estremo, a superare i 5200 metri sulle Montagne Arcobaleno!
Eravamo pronti a queste altitudini? No. Io e Marco abitiamo tra le montagne del Trentino sì, ma alla partenza del viaggio non eravamo consapevoli di cosa avrebbe comportato davvero per il nostro fisico raggiungere certe altezze.
Ce la siamo cavata? Beh direi di sì, ma con alcune accortezze e fortuna.
Se anche voi volete godervi i trekking in Perù senza lasciarci un polmone, non fatevi scappare quest’articolo!

DISCLAIMER:
In questo articolo parleremo della nostra esperienza personale, per cui potenzialmente non condivisa da tutti. Il nostro scopo non è quello di criticare altri. Riteniamo però che leggere un articolo così prima di partire ci sarebbe stato molto d’aiuto, per questo abbiamo deciso di parlarne.
Cos’è il mal di montagna?
Con il termine ‘mal di montagna’ (‘Soroche’ in peruviano) si intende l’insieme di sintomi, quali mancanza di fiato, nausea e mal di testa, dovuti al mancato adattamento dell’organismo alla ridotta presenza di ossigeno a quote elevate.
In particolare, sono sintomi che si provano quando si raggiunge in poche ore un’altitudine elevata a cui il nostro corpo non si è ancora abituato. Il più delle volte sono sintomi passeggeri o comunque non gravi, anche se c’è qualche eccezione alla regola (che non descriverò qui, recatevi dal vostro medico di base e non chiedete a Google).
Quindi, riassumendo: state raggiungendo altitudini a cui non siete abituati, provate nausea, mal di testa e vertigini. Non state morendo (in teoria), è ‘solo’ mal di montagna.
Il mal di montagna si può prevenire?
Ebbene sì, o almeno, in parte. Essendo per definizione legato al mancato adattamento dell’organismo alla ridotta presenza di ossigeno, bisogna permettere al nostro corpo di acclimatarsi con calma.
In parole semplici? Fate più tappe prima di raggiungere certe vette, per questo Cusco, che si trova a 3300 metri, è ideale come base dove dormire o comunque rimanere qualche giorno prima di procedere poi per Machu Picchu e le Montagne Arcobaleno.

Ancora, attenzione a quanto e a cosa si beve. È fondamentale tenersi idratati ed evitare gli alcolici almeno i primi giorni.
Mangiare leggero e cibi ad alto contenuto di carboidrati è un’altra accortezza utile: in alta montagna la digestione è più lenta. Questo è un consiglio da tener presente anche una volta là. Lo so, sei in un nuovo paese, avresti voglia di provare la cucina locale e i vari piatti tipici, lo capisco, valuta però quali sono i programmi per il giorno seguente.
Allo stesso modo, le guide locali ci hanno consigliato di evitare latticini per colazione, sempre per la questione della digestione. So che all’inizio, magari sdraiati con la nausea, vi sembrerà una cosa ingestibile, ma abbiate fiducia. Man mano il corpo si adatterà, i sintomi diventeranno più sopportabili e riuscirete anche a camminare a certe altitudini in Perù.
Mi trovo a certe altitudini in Perù e mi sento male: cosa fare?
La risposta ovvia è e rimane una: scendere di quota e attendere che il corpo si adatti. Tuttavia, non sempre è possibile.
Io ad esempio mi sono sentita male durante il tuor per Puno e Chivay, dove con il bus si attraversano zone di montagna toccando picchi che superano i 4900 metri, come il Paso de Patapampa, dove si arriva fino a quasi 5000 metri. Sicuramente, quella di scendere di quota per me non era un’opzione possibile. Quindi che fare?
Innanzitutto evitare ogni sforzo possibile: ero in bus, non sono scesa a certe tappe e sono rimasta sdraiata sul sedile.
Affidatevi poi ai rimedi naturali, ovvero a tutto ciò che è a base di coca. Ovviamente si tratta di coca naturale, priva di effetti eccitanti, che aiuta a prevenire/aiutare i problemi legati all’altitudine. Se come me vi trovate in un tuor con delle guide locali, chiedete aiuto a loro, hanno sempre con sé dei rimedi di questo tipo.
Il modo più semplice ed efficace è quello di masticarne le foglie mettendole a lato della bocca, anche se ammetto che il gusto è pessimo a mio parere. In sostituzione, vedrete ovunque esposte le caramelle alla coca e il mate de coca, un infuso di foglie, amaro ma bevibile.

Passo successivo: uso di medicinali. Il farmaco in assoluto più utile e prescritto per il mal di montagna è il Diamox, reperibile in farmacia previa prescrizione medica. Va assunto un paio di giorni prima di salire in quota e bisogna continuare a prenderlo nei giorni successivi. Potrebbe quindi rientrare tra i consigli per la prevenzione, ma se come me avete snobbato questo consiglio prima di partire, può essere comunque utile da assumere anche una volta là in previsione dei giorni successivi, aiuta molto.
In alternativa, nelle farmacie locali potete acquistare le Sorojchi Pills, pillole a base di paracetamolo/ibrupofene e caffeina.
Infine, se con questi rimedi i sintomi non passano, chiedete di utilizzare l’ossigeno. Solitamente i tour organizzati, gli hotel e i negozi ne sono forniti.
Riassumendo, i rimedi al mal di montagna sono:
| Preventivi | – Permettere al nostro corpo di acclimatarsi – Fare più tappe prima di raggiungere certe vette – Idratarsi ed evitare alcolici – Mangiare leggero e ad alto contenuto di carboidrati – Evitare latticini |
| Quando si sta male | – Quando possibile, scendere di quota – Evitare ogni sforzo possibile – Rimedi naturali a base di coca: masticare foglie di coca, caramelle di coca e bere mate de coca – Uso di medicinali: Diamox (con impegnativa) o Sorojchi Pills – Utilizzo dell’ossigeno |
| Cosa evitare | – Chiamare i soccorsi se non necessario, soprattutto se senza assicurazione sanitaria (noi usiamo Heymondo) |
| Rimedio segreto | ?? |
Qual è il segreto di cui nessuno parla?
Ebbene sì, c’è un segreto di cui pochi sono a conoscenza per affrontare il mal di montagna, e le altitudini in Perù, direttamente in loco. Si chiama Agua de Florida e viene venduta in bottigliette di varie dimensioni, e a me ha sinceramente salvato il viaggio, più di tutti gli altri consigli. L’odore è molto forte, subito infatti pensavo fosse a base di alcol, ma è in realtà un’antica ricetta, una miscela tradizionale di fiori (lavanda, gelsomino, rosa), agrumi (limone, arancia), resine sacre e spezie. Su internet è definita anche come ‘acqua sciamanica’.

Basta mettervene qualche goccia sulle mani per poi respirarne l’aroma a fondo; l’effetto sarà immediato ma temporaneo, per questo è facile finire mezza boccetta in una giornata, ma fa miracoli. A mio parere il più efficace, assieme al Diamox, come rimedi al mal di montagna.
Io ne ho acquistate 2, tenerne una in tasca ciascuno per ogni evenienza metteva serenità.
Conclusione
Dal punto di vista paesaggistico, quello in Perù è stato il viaggio che più di tutti ci ha colpito. Dalle dune del deserto, alle città fino alle montagne più alte, regala panorami mozzafiato e molto differenti tra loro.
Rimane però anche il viaggio che più ci ha dato del filo da torcere per quanto riguarda lo sforzo fisico. Ammetto che dopo 13 giorni non vedevamo l’ora di tornare a Lima per toglierci quella sensazione di fame d’aria, derivato dalle altitudini in Perù, che ci ha accompagnato durante tutto l’itinerario.
Per questo motivo, per viaggi di questa portata consigliamo sempre l’assicurazione sanitaria. Durante un tour, un signore si è sentito costretto a chiamare i soccorsi per via del forte mal di montagna, che gli hanno fornito l’ossigeno e lo hanno poi riaccompagnato in hotel: la guida ci ha detto che per quella richiesta, avrà dovuto pagato almeno 300 euro. Fosse stato qualcosa di più serio, la cifra saliva.
Noi personalmente ci affidiamo sempre a Heymondo, che con una spesa irrisoria al giorno ci permette di viaggiare sereni sia per quanto riguarda lo smarrimento dei bagagli che per le esigenze sanitarie.
Detto ciò, che sia tramite consigli preventivi o azioni messe in pratica al momento, ci sono molti modi per trovare rimedi al mal di montagna e riuscire a godersi anche alcuni dei trekking più difficili del Perù.
Buon trekking tra le Ande in Perù, Nuovi Esploratori!
Da classica figlia modello a spirito libero in pochi anni. Grazie ai viaggi, ho scoperto diverse culture affascinanti e insieme a loro, una nuova me, più profonda e coraggiosa. Desidero condividere le mie esperienze per dare consigli autentici e permettere a tutti di vivere il proprio viaggio personale, fisico o meno.
