Viaggio in Cina: itinerario completo di 2 settimane tra città antiche, montagne e meraviglie moderne

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A Gennaio 2024, in Thailandia, conobbi un uomo, Roger. Nato a Manila ma cresciuto a Pechino, si trovava con noi a Pai nel nord della Thailandia per una settimana di meditazione con i monaci Buddhisti. Stringemmo subito amicizia, portandolo, molto cordialmente, a invitarci a trovarlo a Hong Kong.

Dopo un mese intenso in Vietnam, decidemmo di attraversare il confine montuoso per arrivare in uno degli stati più interessanti, a mio parere, del mondo. Un viaggio in Cina che avevamo sognato per anni, un itinerario di due settimane che ci avrebbe portato dalle metropoli ultramoderne del sud fino ai resti più antichi della civiltà cinese.

La Cina è un paese che non si può descrivere in poche righe: vasto, contraddittorio, poetico e in continuo mutamento. Il nostro percorso iniziò da Hong Kong, città che rappresenta perfettamente il confine tra oriente e occidente, concludendosi a Pechino, simbolo della potenza e della storia cinese.

DISCLAIMER:

In questo articolo parlerò della mia esperienza personale, per cui potenzialmente non condivisibile da tutti. Il mio scopo non è quello di criticare altri. Ritengo però che leggere un articolo così, prima di partire, mi sarebbe stato molto d’aiuto, per questo ho deciso di parlarne.

Giorni 1-3: Hong Kong, tra grattacieli e cucina cantonese

Atterrammo a Hong Kong con la curiosità di chi sa che sta per entrare in un mondo a parte. Le prime due notti le trascorremmo in una capsule room nel cuore di Kowloon: essenziale, moderna, perfetta per un inizio frizzante. Hong Kong è una città che si vive più che visitarla: luci, odori, suoni, energia pura.

Tra le prime tappe imperdibili, la Victoria Peak: la vista panoramica sui grattacieli e sulla baia è una delle più iconiche al mondo, soprattutto al tramonto. Passeggiammo poi nel quartiere di Mong Kok, dove i mercati di strada sembrano infiniti e ogni angolo nasconde un piatto diverso. La cucina cantonese qui è una religione: i dim sum serviti nei tea house, le zuppe di noodle fumanti e l’anatra laccata mangiata in una trattoria affollata restano tra i ricordi gastronomici più vivi del viaggio.

Hong-Kong, 2 settimane in cina

Da non perdere, per chi è appassionato di fotografia, il celebre Monster Building a Quarry Bay, che, anche se vietato per privacy fotografare, offre spunti interessanti.

Il terzo giorno ci concedemmo un po’ di pace sull’isola di Lantau, dove si trova il celebre Grande Buddha di Tian Tan. Raggiungerlo con la funivia Ngong Ping è un’esperienza a sé: sospesi tra mare e montagna, con la nebbia che sale lenta tra le colline verdi.

Giorni 4-7: Zhangjiajie, il parco di Avatar e la scala del paradiso

Dal caldo umido di Hong Kong al freddo pungente di Zhangjiajie, il salto fu notevole. Dopo un volo interno e un lungo trasferimento, arrivammo finalmente in una delle zone più scenografiche della Cina. Restammo quattro notti, ma ne bastano due o tre per vedere il meglio.

Il Parco Nazionale di Zhangjiajie è immenso, quasi irreale. Ne parlo meglio in questo articolo dedicato, ma voglio comunque spendere due parole in merito.

2 settimane in Cina, Zhanjiajie National park

Le sue colonne di roccia svettano come cattedrali di pietra immerse nella nebbia. Non è un caso che abbiano ispirato il mondo fluttuante di Avatar: camminare tra quei sentieri, con le nuvole che si aprono e chiudono sui picchi, dà davvero l’impressione di essere su un altro pianeta. Purtroppo il tempo non fu sempre clemente: nebbia fitta, freddo e umidità ci costrinsero a rinunciare a più di una giornata di esplorazione. Solo l’ultimo giorno, quasi come un regalo, il sole fece capolino e il parco si mostrò in tutta la sua grandezza.

Da non perdere la montagna Tianmen, famosa per la spettacolare scala del paradiso: 999 gradini che conducono a un arco naturale tra le rocce. L’ascesa è faticosa ma l’emozione di trovarsi lassù, circondati dalle montagne, ripaga ogni sforzo. Il rientro con la seconda funivia più lunga del mondo, sospesi a centinaia di metri d’altezza, è uno di quei momenti che restano impressi per sempre.

Giorni 8-10: Xi’an, il cuore antico della Cina

Un Night Train preso sul sito Trip.com, ci portò poi verso Xi’An, antica capitale imperiale e punto di partenza della mitica Via della Seta. Sui Night train cinesi ci sarebbero da dire molte cose… cose che ho descritto ampliamente qui.

A Xi’An trascorremmo due notti intense, scoprendo una città che è riuscita a mantenere viva la sua anima storica nonostante la modernità che la circonda. A mio parere, attualmente, la città più bella della Cina.

esercito-di-terracotta-nuovi-esploratori

Xi’An è circondata da imponenti mura ancora perfettamente conservate, sulle quali si può camminare o pedalare per un giro panoramico indimenticabile. Ma il vero motivo per cui quasi tutti vengono qui è uno solo: l’esercito di terracotta.
Migliaia di statue a grandezza naturale, ognuna diversa dall’altra, vegliano da oltre duemila anni sul mausoleo dell’imperatore Qin Shi Huang. È una delle esperienze più impressionanti di tutto il viaggio in Cina, e onestamente meriterebbe da sola due giorni di visita. Soprattutto per chi, come me, è appassionato di storia.

La sera, nel quartiere musulmano, si può gustare una delle cucine di strada più sorprendenti del Paese: spiedini di agnello speziato, ravioli, panini farciti e dolci fritti. Un mix di profumi e culture che racconta perfettamente la storia millenaria di questa città.

Giorni 11-14: Pechino, tra potenza imperiale e Grande Muraglia

Ultimo Night Train, questa volta diretto a Pechino, dove restammo per cinque notti. Dopo giorni di treni, montagne e paesaggi, arrivare nella capitale fu quasi uno shock visivo: traffico, rumore, enormità. Ma Pechino è anche ordine, storia e grandiosità.

Il nostro itinerario iniziò con la Città Proibita, l’antica residenza degli imperatori, un labirinto di cortili, tetti dorati e dettagli infiniti. Di fronte si apre Tian’anmen, la piazza più grande del mondo, simbolo di potere e di memoria collettiva.
Passeggiare nei hutong, i vicoli tradizionali, fu una delle esperienze più autentiche del viaggio: tra biciclette, anziani che giocano a carte e piccole botteghe, si respira una Pechino che resiste al tempo.

Ovviamente non poteva mancare la Grande Muraglia Cinese. Scegliemmo il tratto di Mutianyu, meno affollato rispetto a Badaling ma altrettanto scenografico. Salire tra le torri di guardia, guardare l’infinita linea della muraglia che si perde tra le montagne… è un’emozione che vale da sola tutto il viaggio in Cina.

viaggio in Cina

Nei giorni successivi visitammo anche il Tempio del Cielo, dove i locali si allenano o praticano tai chi al mattino, e il Palazzo d’Estate, un’oasi di giardini e laghi perfettamente conservati. Pechino richiede tempo e pazienza, ma sa farsi amare.

Cosa fare 2 settimane in Cina oltre l’itinerario classico

2 settimane in Cina sono solo un assaggio. È un Paese immenso, dove ogni regione racconta un mondo a sé. Se avessimo avuto più tempo, avremmo sicuramente aggiunto Shanghai, con i suoi grattacieli avveniristici e il lungofiume del Bund, o Chengdu, patria dei panda giganti e della cucina piccante del Sichuan.
A sud, le zone del – come Guilin o Hangzhou – offrono paesaggi collinari e una tranquillità difficile da trovare altrove. Mentre nel nord, regioni come la Mongolia Interna o il Gansu regalano deserti e monasteri tibetani fuori dal tempo.

Questo viaggio in Cina è stato molto più di una semplice vacanza: è stato un tuffo nella storia, nella cultura e nella quotidianità di un Paese che cambia a una velocità impressionante ma resta profondamente ancorato alle sue radici.
Dalla frenesia di Hong Kong alle montagne mistiche di Zhangjiajie, dalla maestosità di Xi’an fino alla solennità di Pechino, ogni tappa ci ha insegnato qualcosa.
La Cina è un mondo intero racchiuso in un solo Paese. E due settimane non bastano, ma bastano per rispondere a una domanda: cosa fare in Cina? Bisogna tornare.

Marco Orioni

Da 10 anni a questa parte ho visitato quasi tutta l’Europa e l’Asia. Ho fatto del viaggio e della crescita personale un motivo di vita che mi ha portato a scrivere un libro. All’alba dei trent’anni ho deciso di condividere le mie esperienze, sperando di poter aiutare qualcuno a vivere a pieno la propria vita, in viaggio e non.

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