Viaggio in Malesia: è possibile visitarla durante il periodo delle piogge nel 2026?

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Periodo delle piogge in Malesia: come affrontarlo al meglio

Tra il 2023 e il 2024 abbiamo trascorso quasi un mese in viaggio in Malesia, e purtroppo non nel periodo migliore. Tra novembre e dicembre, infatti, cade il periodo delle piogge in Malesia, soprattutto sulla costa orientale. Le isole più famose — come Perhentian e Redang — erano praticamente off-limits. Mare grosso, barche ferme, resort chiusi.

Eppure no, non ci siamo arresi. Abbiamo deciso di esplorare l’altra faccia del Paese: la costa ovest, più riparata, più vissuta, più “vera”. E se dovessi rispondere alla domanda: “È possibile viaggiare in Malesia durante la stagione delle piogge?, e l’articolo potrebbe finire qui.

Ma per chi, come noi, vuole capire come farlo bene, ecco un itinerario di 2 settimane in Malesia che funziona perfettamente anche in bassa stagione.

DISCLAIMER:

In questo articolo parleremo della nostra esperienza personale, per cui potenzialmente non condivisa da tutti. Il nostro scopo non è quello di criticare altri. Riteniamo però che leggere un articolo così prima di partire ci sarebbe stato molto d’aiuto, per questo abbiamo deciso di parlarne. Prima di qualsiasi viaggio, se sospettate il periodo sia sbagliato, aggiornatevi sempre sul sito ViaggiareSicuri.

Da Singapore a Johor Bahru: un inizio curioso

Siamo entrati in Malesia via terra da Singapore, attraversando la frontiera di Johor Bahru. La città è una delle più particolari che abbiamo visto: movimentata, caotica, ma, per un turista, quasi priva di attrattiva. Grattacieli, traffico e centri commerciali. È interessante da vedere per qualche ora, soprattutto per entrare in contatto con la cultura malese, magari visitando uno street market (buonissimo), ma non di più.

viaggio in Malesia

Noi ce ne siamo andati prima del previsto.

Da lì, abbiamo puntato verso nord. L’obiettivo era chiaro: conoscere la Malesia vera, quella fatta di città coloniali, mercati, gente gentile e paesaggi inaspettati.

Malacca: un tuffo nella storia coloniale

Il nostro vero itinerario in Malesia parte da Malacca, città patrimonio dell’UNESCO. È un mosaico di culture — portoghese, olandese, inglese e cinese — che convivono in un’armonia colorata. Camminare tra le strade di Jonker Street, con le lanterne appese e l’odore di cibo di strada nell’aria, è come entrare in un’altra epoca.

Da non perdere:

  • La Chiesa di San Paolo e la Porta de Santiago, testimonianze del periodo portoghese.
  • Cheng Hoon Teng, il tempio cinese più antico della Malesia.
  • Jonker Night Market: non è solo uno street market, è tutta la città che si trasforma ogni sera, dove tra una bancarella e l’altra puoi mangiare satay, bao e dolci tipici.

Quanto tempo?

Malacca è piccola ma intensa. Ti consiglio di restarci massimo due notti: il tempo giusto per assaporarla senza annoiarsi. Il mare c’è, ma non è come puoi immaginarlo.

Noi eravamo lì proprio nel periodo natalizio, pensate che ci facevamo tanti sogni mentali dicendo: “manderemo foto alle nostre di famiglie con il cappello di Natale dentro l’acqua del mare“. No, purtroppo l’acqua (e le spiagge) che abbiamo visto noi non invogliavano particolarmente.

Kuala Lumpur: il cuore moderno e multiculturale

Da Malacca, si arriva facilmente a Kuala Lumpur, la capitale. “Kauala”, come la chiamano i locali, è enorme e affascinante. Dal nostro appartamento al centro ci volevano 45 minuti di metropolitana — un segno di quanto sia vasta.

Quanto tempo?

È una città eclettica: grattacieli ultramoderni convivono con moschee, templi indiani e mercati cinesi.
Qui consiglio almeno tre notti, per poter respirare la sua energia e vedere tutto con calma.

Cosa non perdere:

  • Le Petronas Towers, icona assoluta della città, specialmente di notte.
  • Batu Caves, un complesso di templi hindu dentro una montagna di calcare, è comodamente raggiungibile in treno.
  • Bukit Bintang, per lo street food più vario del Paese.
  • KL Forest Eco Park, un piccolo polmone verde con passerelle sospese nel cuore della metropoli.
periodo delle piogge in Malesia

Kuala Lumpur è più “autentica” di quanto sembri: un mosaico culturale persino più complesso di Singapore, dove si mescolano Malesi, Cinesi e Indiani in un equilibrio unico. Sicuramente, sotto il punto di vista etnico-culinario, la Malesia e, in particolar modo Kuala Lumpur, non vi stancheranno mai.

Ipoh e Cameron Highlands: tra grotte, tè e gentilezza

Dopo la frenesia della capitale, abbiamo puntato verso nord. La prima tappa è stata Ipoh, città sorprendentemente tranquilla e famosa per le sue grotte-tempio scavate nella roccia calcarea e per il suo cibo.

Quanto tempo?

Una notte qui è più che sufficiente, a meno che non vogliate esplorare in dettaglio le grotte o il vecchio centro coloniale.

Da lì, siamo saliti alle Cameron Highlands, un altopiano verdeggiante di piantagioni di tè e colline avvolte nella nebbia, nonchè meta principale per chi arriva in zona.
Salire in motorino è già un’avventura, soprattutto se lo si fa con quello che noi chiamammo “ScassoCiclo” che ci obbligò a fermare a metà strada perché l’indicatore della benzina non funzionava. Ma i malesi sono un popolo incredibilmente gentile: in pochi minuti, qualcuno ci portò un po’ di benzina senza voler nulla in cambio.

Marco-Orioni

Le Cameron Highlands sono un luogo perfetto per staccare dal caldo tropicale e godersi trekking leggeri tra campi di tè e fragole. Ma ricordatevi che siamo nel periodo delle piogge in Malesia, noi ci prendemmo un bel – ma divertente – acquazzone

In Malesia, come accennato in questo articolo sulla cucina malese, vi capiterà sicuramente di bere del tè rosso scuro o, alternativa per noi migliore, il teh Tarik. Ecco, tutto quel particolarissimo tè viene dalle Cameron. Sembra paradossalmente di stare in Toscana: colline e colline di verde acceso.

Penang e George Town: la capitale del gusto

Se c’è un posto che mette d’accordo tutti è Penang, e in particolare George Town. Una città che vibra d’arte, profumi e creatività. I murales sui muri coloniali, i templi maestosi e la cucina da urlo la rendono una tappa imperdibile.

In due o tre giorni potete visitare:

  • Il Kek Lok Si, il più grande tempio buddista della Malesia, un tripudio di religione e colori accesi.
  • Il Penang Hill, per una vista panoramica sull’isola.
  • Le stradine di Armenian Street, piene di gallerie e street art.
  • Non per importanza: il cibo fenomenale
itinerario 2 settimane in malesia, kek lok temple

Come detto nell’ultimo punto, quello che vi farà restare è il cibo: George Town è considerata la capitale gastronomica della Malesia. Dal Char Kway Teow ai Laksa, ogni bancarella è una scoperta. Ricordo una signora che cucinava noodles da quarant’anni nello stesso punto, con una velocità e una precisione che sembravano coreografia.

Magari non sarà un tripudio di HACCP, quantomeno non secondo i nostri standard, però ragazzi, che robe.

Quanto tempo?

Due notti bastano, ma è il tipo di posto che ti fa venire voglia di restare.

Langkawi: l’isola dei tramonti

Ultima tappa del nostro itinerario di due settimane in Malesia: Langkawi, un arcipelago di isole al confine con la Thailandia. Non aspettatevi spiagge da cartolina come le Filippine, ma il mare è comunque piacevole e — soprattutto — qui le piogge sono rare anche in stagione umida.

A Langkawi potete:

  • Fare un tour in barca tra le mangrovie (uno dei più belli d’Asia).
  • Salire sul Langkawi Sky Bridge, sospeso tra le montagne.
  • Visitare templi e cascate, o semplicemente rilassarvi con una birra al tramonto (è zona duty-free!).

Tra le scimmie che attraversano la strada e i colori del cielo che cambiano ogni sera, Langkawi è il modo perfetto per chiudere il viaggio. Il periodo delle piogge in Malesia qui sembrava non esistere.

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Uno dei ricordi più belli che mi perseguita anche a distanza di anni è la sensazione di libertà che l’isola sapeva darci. Quasi senza regole, ma pulita e ordinata. Una sensazione di leggerezza che è rara da trovare. Così come i danzatori col fuoco sulle spiagge la sera o l’appartamento preso direttamente sulla spiaggia ad un prezzo irrisorio.

Quanto tempo?

Tutto quello che potete, ma indicativamente anche 4/5 notti. Itinerario 2 settimane in Malesia? Langkawi dovete inserirla.

Viaggiare in Malesia durante la stagione delle piogge: sì, si può

Il periodo delle piogge in Malesia può essere “molesto” se volete il mare, ma non solo è possibile, ma può rivelarsi una scelta intelligente. Le temperature restano piacevoli, i paesaggi sono verdissimi e i turisti pochi. Basta scegliere la costa ovest, evitare le isole orientali e programmare gli spostamenti con un po’ di flessibilità.

I rovesci sono frequenti ma brevi: piove per mezz’ora, poi torna il sole. In cambio, troverete un Paese autentico, sorridente, dove la natura e la gentilezza delle persone fanno dimenticare anche la pioggia più insistente.

E anche se vi pioverà addosso, fidatevi: non ve ne pentirete nemmeno un secondo di questo viaggio in Malesia.

Marco Orioni

Da 10 anni a questa parte ho visitato quasi tutta l’Europa e l’Asia. Ho fatto del viaggio e della crescita personale un motivo di vita che mi ha portato a scrivere un libro. All’alba dei trent’anni ho deciso di condividere le mie esperienze, sperando di poter aiutare qualcuno a vivere a pieno la propria vita, in viaggio e non.

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